FERRARA – «Come sarà mio figlio da grande?». È questa la domanda, carica di speranza, che risuona spesso agli specialisti che si occupano di diagnosi di DSA.
Per lungo tempo, la riflessione sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) si è focalizzata con naturale priorità sugli anni della scuola, lasciando in secondo piano il racconto di ciò che avviene dopo la conclusione del ciclo di studi.
In questo scenario si inserisce il prezioso contributo di "E si va avanti, tranquillamente. Voci di giovani adulti caratterizzati dal DSA, dopo la scuola secondaria", un testo che raccoglie le testimonianze dirette di giovani adulti con DSA nel loro percorso oltre la scuola secondaria.
Il cuore del progetto editoriale è la scelta dell'autrice di trasformare la sua esperienza clinica in un ponte narrativo. Il libro non è un trattato, ma un affresco a più voci: Alice, Anna, Ame, Corri, Nic e J, un tempo bambini seguiti nel loro percorso logopedico, sono oggi adulti che si raccontano in prima persona, offrendo uno sguardo maturo e consapevole sulle sfide e sulle vittorie del 'dopo la scuola'.
Un mosaico di vite oltre la scuola
Il cuore dell'opera è il racconto in prima persona. I percorsi sono variegati: c’è chi ha scelto l’università, chi si è buttato nel mondo del lavoro, chi ha seguito strade creative. Sebbene il ricordo delle fatiche scolastiche – tra strumenti compensativi e battaglie per l'inclusione – resti vivido, il testo vira decisamente verso il futuro.
L'obiettivo dichiarato non è soffermarsi sul limite, ma sulle strategie e le abilità che questi giovani mettono in campo ogni giorno. È una lezione di resilienza che mostra il DSA come "tratto distintivo" di una personalità sfaccettata.
Un’eco di fiducia per le famiglie
Per i genitori che oggi affrontano le prime diagnosi, queste pagine offrono una prospettiva inedita: gli occhi del domani. Le testimonianze di Alice e degli altri protagonisti funzionano come un’eco di fiducia, capace di restituire quella "leggerezza" spesso schiacciata dal peso delle certificazioni mediche.
Lungi dal voler semplificare la complessità del disturbo, il messaggio del libro è un invito alla fiducia: ‘E si va avanti, tranquillamente’ rappresenta la naturale evoluzione di chi ha imparato a conoscere le proprie caratteristiche, sfruttandole come strumenti per affrontare il quotidiano. Il libro ci ricorda che, superata la barriera dell'istruzione obbligatoria, i talenti individuali trovano spazio per fiorire, dimostrando che il successo e la realizzazione personale non dipendono dalla velocità di lettura, ma dalla capacità di abitare il mondo con le proprie, uniche risorse.
Un testo prezioso, dunque, per insegnanti, clinici e soprattutto famiglie, per imparare a guardare i bambini di oggi non solo per quello che faticano a fare, ma per le risorse che presentano al di là dei naturali limiti individuali.
L’autrice è Chiara Marchetti, logopedista ferrarese con una solida esperienza clinica e sensibilità narrativa. Laureata nel 2006 con una tesi sperimentale sul linguaggio, Marchetti ha forgiato la sua professionalità sul campo, partendo dal Servizio Ausl territoriale nel reparto di Neuropsichiatria Infantile di Codigoro. Oggi, oltre alla libera professione tra Ferrara e Porto Garibaldi, unisce alla competenza tecnica una specializzazione in Vocologia artistica e una passione autentica per la scrittura, che l’ha già vista protagonista in vari collettivi letterari.
L'opera si impreziosisce di una firma autorevole e poliedrica: la prefazione porta infatti il nome di Simonetta Sandra Maestri, una figura di spicco nel panorama educativo e culturale ferrarese.
La scelta di Simonetta Sandra Maestri non è casuale, ma riflette la profondità dei temi trattati nel volume. Pedagogista esperta con una competenza trasversale che abbraccia ogni ordine di grado scolastico.

